Rientro a casa: il delicato periodo dopo il parto

Si diventa mamme e papà più e più volte in un percorso che non ha mai una vera e propria fine. Questo processo, che ha inizio durante la gravidanza, si configura con maggiore precisione con la nascita del bambino per poi perfezionarsi dopo i primi mesi di cure.

La transizione alla genitorialità e il periodo perinatale rappresentano un’importante fase evolutiva della vita adulta, caratterizzata da significative trasformazioni sul piano biologico, psicologico e sociale.

La salute psichica perinatale rappresenta attualmente una nuova area di ricerca multidisciplinare che si occupa della salute genitoriale e infantile nel periodo che va dal concepimento fino al primo anno di vita.

Concepimento, gravidanza, parto e primo sviluppo del bambino sono processi in cui benessere psicologico e somatico sono profondamente interconnessi e modulati dagli aspetti relazionali e di contesto. Per questo è importante parlare di salute psichica perinatale intendendo la salute di chi è coinvolto in questo cambiamento, mamma papà e bambino, magari anche fratellino. Nel periodo della gravidanza l’attenzione e le coccole sono principalmente rivolte alla futura mamma, che succede dopo? Sarà importante curare una nuova attenzione non solo per il nuovo arrivato, ma anche per l’intero nucleo familiare.

“L’arrivo di un bambino è un evento gioioso, il più bello che una coppia di genitori possa mai conoscere!” Questa affermazione ed aspettativa spesso non corrisponde con i vissuti altalenanti e ambivalenti che mamma e papà sperimentano nelle prime settimane   dopo   il   parto.

Parliamo di baby blues per indicare il breve periodo di tempo, dopo il parto, durante il quale le donne sperimentano una miriade di emozioni. Un momento la mamma piange per la gioia di avere avuto un bellissimo bambino e il momento dopo piange per il terrore di non sapere come fare a prendersene cura. La maggior parte delle mamme non si sorprende per il fatto di piangere di gioia; sono le reazioni emotive negative che tendono a farle spaventare. I principali indiziati potrebbero essere gli ormoni. Durante la gravidanza, per diversi mesi i livelli di estrogeno e progesterone sono costantemente molto alti, mentre dopo il parto crollano. Questo improvviso e cospicuo cambiamento ormonale ha un forte impatto sull’umore delle neomamme. Il baby blues tende a raggiungere l’apice circa 3-5 giorni dopo il parto per poi ridursi a distanza di 3 settimane.  Si manifesta nel 50-70% delle partorienti.

Il post-parto può rappresentare un momento transitorio e fisiologico di criticità, ma allo stesso tempo di meravigliosa scoperta e nuovo adattamento al grande cambiamento. Vi sono molti fattori protettivi che aiutano i genitori ad attraversare questo momento con maggior serenità, vediamoli insieme:

  • Salda relazione di coppia. Attraversare insieme le difficoltà potendosi sostenere a vicenda, sapere di non essere soli, funziona da ponte verso l’adattamento alla nuova famiglia. Una comunicazione aperta, sincera e rispettosa può aumentare l’intimità e diminuire il rischio di incomprensioni e risentimento.
  • Un papà partecipe e attivo nel suo ruolo complementare a quello della madre. La sua presenza sarà fondamentale per favorire la relazione tra madre e bambino, rappresentando un punto fermo per la propria compagna.
  • La rete familiare. Può contribuire sostenendo la mamma attraverso l’aiuto pratico per gestire la casa così che quest’ultima non si debba preoccupare di nient’altro oltre al suo bambino. Importante nelle prime settimane è ritagliarsi un ambiente intimo per mamma/papà/bambino, lontano dalle incursioni e dai commenti non richiesti che possono essere solo fonte di dubbi, preoccupazioni e sentimenti di incapacità.
  • Rete sociale e amicale. Mantenere e curare i legami al di fuori della famiglia costituisce una insostituibile fonte di ricchezza relazionale, dove poter dedicare del tempo anche a se stessi e ricevere attenzioni e trascorrere del tempo in serenità.
  • Conoscenza e informazioni corrette. Frequentare corsi di accompagnamento alla gravidanza, leggere fonti affidabili e scientifiche, avere dei riferimenti territoriali di competenza (servizi pubblici e privati) aiuta i genitori a non sentirsi senza strumenti e a vivere più serenamente questo periodo.
  • Il bambino. È l’attore principale e non ha assolutamente un ruolo passivo, necessità di amore incondizionato e lo fa a partire dalla sua unicità di persona. Per la mamma, restare il più possibile a contatto col bambino, contribuisce ad innalzare i livelli di ossitocina e prolattina oltre che migliorare la conoscenza e la comunicazione reciproca. Aver instaurato una relazione con il bambino già durante la gravidanza inoltre facilita il ricongiungimento poi nel post-parto.

È importante quindi sottolineare e ricordare che il bambino ha bisogno prima di tutto di amore, vicinanza e calore affettivo! Questi sono i mattoni su cui si fonda la costruzione di una persona emotivamente sicura e indipendente. Per questo è importante non pretendere di essere perfetti, ma consapevoli e attenti a ciò che si vive. Chiedere aiuto a chi c’è vicino o, se necessarioa persone qualificate e competenti,è una prova di forza e coraggio, non di debolezza. Diventare genitori è una delle esperienze più miracolose, evolutivamente potenti, interessanti e divertenti che la vita offra.

Dott.ssa Laura Nieddu
Psicologa-Psicoterapeuta

 

Fonti:

  • DELLA VEDOVA, A.M., CRISTINI, C. (2011) La promozione della salute psichica perinatale, Carocci.
  • LEDLEY, D. R. (2012)Il mio primo anno da mamma. Affrontarlo con tranquillità e aumentare il benessere, Erickson.
  • MILGROM,J., ERICKSEN, J.,, LEIGH, B. (2012) Diventiamo mamma e papà. Manuale pratico: dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino. Manuale pratico: dalla gravidanza al primo anno del bambino, Erickson.
  • STERN, D.N., BRUSCHWEILER-STERN, N. (1999). Nascita di una madre. Come l’esperienza della maternità cambia una donna, Arnoldo Mondadori Editore.