L’emozione del movimento: linguaggi non verbali per creare reti relazionali

Se, camminando per strada, osserviamo le persone che incrociamo, notiamo una cosa: non è una cosa che facciamo spesso, quella di osservare. Abbiamo mete, impegni, ritardi, pensieri, e prestiamo poca attenzione a chi cammina intorno a noi, con noi. Questi pensieri portano l’attenzione sulla mente, dimenticando che abbiamo un corpo che, anche inconsapevolmente, entra in relazione con gli altri, occupa uno spazio, stabilisce una distanza rispetto a persone e oggetti.

La psicomotricità e la danza, pur essendo ambiti diversi, si occupano di pratiche simili: quelle legate alla scoperta, o riscoperta, del corpo e del movimento come qualcosa di imprescindibile rispetto a ciò che siamo.

La psicomotricità relazionale è una pratica educativa che, attraverso il gioco simbolico, stimola l’ascolto delle proprie emozioni, per imparare a gestirle e a percepire la corrispondenza tra corpo e pensieri, tra linguaggio verbale e non verbale. Il gioco è la forma di espressione privilegiata dei bambini, permette loro di testare i limiti, di rafforzare autonomia e autostima, di sviluppare competenze senso-motorie. La psicomotricità può essere terapeutica ma anche preventiva, per individuare tempestivamente eventuali disagi della crescita. È relazionale perché si svolge in gruppo, poiché è nel confronto e nell’incontro con l’altro che il bambino costruisce la propria personalità e apprende le regole sociali.

La danza è un’altra forma di linguaggio, che consente di sviluppare una consapevolezza rispetto a come ci si muove, di entrare in relazione con gli altri creando un ascolto condiviso. Il tipo di danza che verrà proposto nei laboratori illustrati in seguito parte dal presupposto che tutti possano danzare perché tutti si muovono, che non esiste qualcuno “negato” e che, anche se con la crescita abbiamo perso il piacere del movimento, si può sempre ritrovare.

A livello di formazione personale, ho trovato che la Psicologia dello sviluppo, la Psicomotricità relazionale e la Danza contemporanea potessero incontrarsi, e i laboratori proposti presso l’Associazione Famigliando ne sono un esempio.

Passo a due è dedicato alle donne in gravidanza che hanno voglia di scoprire il proprio corpo che cambia attraverso il movimento e la danza, a partire dall’ascolto delle proprie sensazioni ed emozioni, per arrivare a costruire una fiducia tra tutte le partecipanti che prosegua oltre l’esperienza del laboratorio.

Generations invita i genitori e i bambini ad incontrarsi attraverso il gioco e il movimento, per vivere in modo insolito la relazione famigliare e scoprire che c’è sempre qualcosa da imparare, anche dai più piccoli.

Muovi il vento è un laboratorio di movimento per bambini che lascia loro la libertà di esprimersi, promuovendo le relazioni, la creatività, il rapporto con la musica e con il proprio corpo.

In programma c’è anche l’attivazione di un ciclo di incontri di Psicomotricità Relazionale, che si rivolgerà ai bambini ma verrà preceduto e seguito da un colloquio con i genitori, poiché ogni attività svolta con i bambini risulta più efficace se mantenuta e potenziata nella vita quotidiana.

 

Siria Bonu
Psicologa -Psicomotricista